Corriere della sera Corriere della sera (27 giugno 1995)


AL VIA TRA GLI APPLAUSI IL TOUR DELLA MAKEBA

Miriam offre la Missa Luba,
poi scatena l'Africa

Dopo il canto gregoriano, la grande voce nera
ha ritrovato «Pata pata» e Soweto blues

di VITTORI0 FRANCHINI

MONZA - La prima idea è quella dell'ecumenismo: una messa africana, la Missa Luba, in questo caso cantata in latino, fa pensare a una felice volontà sincretica, a una straordinari a aper- tura mentale e religiosa soprattutto se ci si riferisce alla data dell'evento: gli anni 60 secondo taluni ma a noi risulta ancor prima. In realtà la seconda idea capovolge la considerazione. Furono infatti i «trovatori di re Baldovino» a Kinshasa nell'ex Congo belga, ora Zaire, a dar vita alla messa ed eccoci costretti a ravvisare un'operazione di basso colonialismo. un modo subdolo per occidentalizzare la cultura nera.
Lo si è constatato l'altra sera nel giardino di villa Reale di Monza dove Miriam Makeba, la celebre cantatrice africana, e il coro Cantosospeso diretto dal maestro Martinho Lutero, hanno proposto ad un pubblico di appassionati questa pagina di musica religiosa, certamente un documento importante nel quale tuttavia perfino a splendida vibrante voce nera di Miriam è parsa sbiancata dalle intenzioni del testo. La musica africana, si sa, è tutto uno slancio, è muscoli e cuore, pianto ed esultanza espressi con eguale entusiasmo. Ma ahinoi la Missa Luba tiene conto invece della nostra tradizione, costringe il cantore al gregoriano piuttosto che all'africano e così Miriam, la grande Miriam dalla voce bruna e vibrante, è costretta a dimenticare i suoi bassi bronzei e a cantare usando solo il registro alto nel quale non sono contemplati i suoi eccitanti falsetti e gli schiocchi delle canzoni xosa.
In realtà la messa così concepita appiattisce ogni emozione primigenia e batte le quiete strade della emotività religiosa europea. Con ciò non si vuole negare nulla allo sforzo degli organizzatori nel proporre la Missa Luba né all'ottimo coro di Lutero che si è fatto apprezzare soprattutto nella prima parte quando ha cantato il repertorio che gli è caro e in modo particolare quelle canzoni popolari che gli vengono dal suo maestro con uno splendido «Berimbao» di Bowell e Vinicius de Moraes.
Poi la messa della quale si è detto e infine il grande scoppio vitalistico della musica della Makeba con i suoi accompagnatori usuali. Dapprima in una medley dei suoi successi da «Click song» a «Pata pata» e quindi chiamando in causa anche gli altri cantanti e i musicisti del suo gruppo «A luta continua», il classico «Soweto blues» fino a «Amanpondo». Musiche che hanno riportato il pubblico alla grande Africa con le sue straordinarie tradizioni e le sue dolorose contraddizioni frutto dei colpevoli interventi europei.
Grande e meritato il successo anche grazie ai quattro «tamburisti» Dos Santos, Maye Ahmed, Arturo Alvear e Mauro Olseri che hanno fatto il possibile per restituire vigore alla musica dissanguata della Luba, Ora Miriam va in tournée: ieri ha fatto tappa a Varese, domani sarà al Teatro Romano di Verona, il 29 a Poggio a Caiano, il 30 a Pavia, il 2 luglio a Roma, il 4 a Cervia, il 5 ad Alessandria e il 7 a Torino.


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