Nel corso delle sue tournées in Burkina Faso e Kenya il coro, sfidato, ha imparato come affrontare l’interpretazione di un brano vocale africano.
Mozambico, Sudafrica, Congo, Angola, Tanzania, Malawi, Zambia, Tunisia e Nigeria sono invece stati visitati attraverso gli spartiti, le registrazioni e le ricerche compiute dal M° Martinho Lutero Galati de Oliveira.
I cantanti e musicisti Miriam Makeba, Angelique Kidjô, Mouna Amari, Badara Seck, Mwatela e Kasungo sono stati i maestri che hanno allenato e guidato i coristi nel mondo dei suoni africani.
Le musiche di Dietrich Buxtehude, Giacomo Carissimi, Antonio Vivaldi, Johann Friederich Fasch, Johann Pachelbel, Georg Friederich Haendel e Claudio Monteverdi hanno preparato il gruppo ad affrontare il maestro Johann Sebastian Bach.
E ancora i suoni dei brani di autori barocchi americani come Esteban Salas
y Castro, Manoel Julião da Silva Ramos, José Joaquim Emérico Lobo de Mesquita,
Gaspar Fernandez, J.P. Bocanegra , José Mauricio Nunes Garcia hanno fatto
sperimentare ai cantanti del coro i primi sincretismi tra Africa ed Europa.
Da Luigi Nono l’Associazione Cantosospeso ha imparato che le “culture perdenti” possono vincere, se vengono preservate dal massacro della cultura cristiano-occidentale.
La figura del medico e musicista Albert Schweitzer ha ispirato la miscela artistica, estetica, vocale e umana di questo progetto.
Il risultato è questo concerto, ora inciso, che ambisce a restituire a
chi ascolta l’effetto di questi incontri transcontinentali: un sentore di
Africa nella lettura di Bach, una rimembranza di contrappunto bachiano nell’esecuzione
dei brani africani.
Nkosi Sikelele Africa - Questo
inno, tema della lotta anti-apartheid, ha subito rapito Cantosospeso che da
anni lo esegue in apertura dei suoi concerti. Il testo di questa versione mescola
diverse lingue africane, per dare un carattere continentale all’interpretazione.
(Ascolta il brano)
Christ Lag in Todesbanden
- Il testo di Martin Luther presenta in modo chiaro l’apparente contraddizione
cristiana del sentimento verso la morte: la tristezza di lasciare la comunione
dei vivi e la gioia dell’inizio del viaggio verso la salvezza della vita eterna.
(Ascolta il versus I Christ lag in Todesbanden -1°
estratto e 2° estratto
- e ancora un estratto del versus IV Es
war ein wunderlicher Krieg).
I canti africani che parlano della costante lotta contro la morte prematura nel continente africano gli fanno da contrappunto.
Csu War da Nye - Questo brano è
un regalo prezioso che Cantosospeso ha ricevuto nel corso del suo viaggio in
Burkina Faso dal Coro Popolare di Ouagadougou. La canzone, scritta da un poeta
tetraplegico, parla della sua forza nelle avversità della vita.
(Ascolta un estratto).
L’ Agnus Dei della Missa in Si minore di J. S. Bach viene abbinato a due canti tradizionali africani ricevuti in dono da Miriam Makeba. Nella prima parte del brano, una mamma piange la perdita del figlio nel fiume Congo e canta perché tutto il villaggio possa sentire il suo dolore; di seguito, in Umam’ Uyajabula , i prigioneri di guerra tornano a casa anticipando nel canto la gioia delle loro madri.
Il Requiem di Esteban Salas y Castro
(1725-1803), compositore barocco nato all’Avana e morto a Santiago di Cuba,
sacerdote e figlio di schiavi neri, è una composizione recuperata e restaurata
dal musicologo cubano Hilario Gonzales, che ne ha fatto dono a Cantosospeso.
Il brano è rappresentativo dell’approccio del coro al repertorio coloniale
americano. Nella tournée cubana del 1997 il gruppo ha avuto l’onore di cantarlo
sulla tomba di Ernesto Che Guevara.
(Ascolta il Kyrie
e un brano di In memoria)
Questa esecuzione è dedicata ad Annamaria Cozzi, che ci ha lasciato mentre
preparavamo l’incisione.
La lettura del famoso corale bachiano Jesus bleibet
meine Freude, abbinato al brano kenyota M’ganga
Karima M’ganga (regalo del M° Mwatela), è il tentativo di
rendere esplicito l’incontro tra le due culture, le due forme di espressione
musicale, le due forme di amore verso qualcosa di inspiegabile che unisce e
rende felici.
(Ascolta il brano)